Sul consumismo e sulla commercializzazione dei beni di consumo non ritengo di avere un atteggiamento da bacchettone: so bene, e me ne capacito, che da quando l'uomo ha inventato la ruota si è anche venuto a instaurare un principio inamovibile secondo il quale ciò che rende comoda, piacevole, appagante la vita della gente debba necessariamente avere un prezzo.
Quello che offende la mia intelligenza è credere che per vivere un'esistenza piacevole e appagante occorra perdere di vista quei beni intangibili che pure bisognerebbe desiderare di conseguire o di non perdere.
E poi, ancor più, è la rapacità insita nel moderno consumismo che mi rende antipatica l'etichetta di "consumatore", giacché viene a corrispondere troppe volte ad una fame insaziabile di cose e simboli per colmare la quale si è implicitamente disposti ad accondiscendere a troppe brutture ecologiche e umanitarie.
Ecco, che il prezzo da pagare sia solo quello monetario: questo è il detestabile inganno!
Ho letto, nell'ormai consueto dizionario delle felicità, il seguente bel pensiero di Maria Venturini e volevo, almeno in parte, proporlo alla vostra attenzione.
Più sotto, alcune citabilia che a me hanno detto molto e che spero sussurrino qualcosina anche a voi.
Felice giornata
;-)
